Ricostruire il Borgo

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In questi giorni di festa e colori natalizi, le luci spente delle case in via Spuntone rappresentano plasticamente il cuore di questo nostro piccolo paesino ferito. Siamo all’ennesimo Natale segnato pesantemente dai lavori di scavo della galleria Piale, in cui molte famiglie sono lontane dalle loro case e dalle loro abitudini. La sensazione di fragilità e precarietà che si avverte nel Borgo da ormai sei anni circa è qualcosa che non è possibile spiegare se non a chi nel nostro piccolo Borgo ci ha vissuto. Il danno che questi lavori di scavo comportano è prima di ogni altra cosa un danno “sociale”, della comunità intera, che nessuno strumento tecnico potrà mai calcolare. Ma lascia segni profondi nella gente.

Il Comitato lavora da anni con moltissimi cittadini – e continuerà a lavorare anche con chi vorrà cominciare ad occuparsene – per portare alla luce e risolvere le problematiche causate alle persone e al Borgo dai lavori di avanzamento dello scavo. Come si può vedere, quando si trattano queste tematiche non si possono sottovalutare, come molti erroneamente fanno, il peso grave che i cittadini di Piale stanno sopportando in questi anni; l’entità enorme dei danni provocati dai lavori di scavo; le ripercussioni forti dei lavori sui progetti di vita delle famiglie; le criticità al patrimonio pubblico comunale e provinciale, altrimenti indifeso. Perchè prima di ogni altra cosa si deve parlare di questo: quanti danni sta causando lo scavo al Borgo di Piale e soprattutto ai suoi cittadini.

A questo proposito, sempre con quell’ottica di servizio del Borgo e dei nostri concittadini a cui ci richiamiamo, riportiamo qui di seguito il modello di diffida e messa in mora per risarcimento danni che chiunque può utilizzare, qualora ritenesse di avere subito un danno dai lavori di scavo della galleria.

Modello di diffida e messa in mora per risarcimento danni Galleria

IL LAVORO DEL COMITATO PER I PIALESI. Gli ultimi due mesi sono stati caratterizzati dall’attività svolta in concomitanza coi tavoli tecnici convocati su nostra richiesta per gestire la fase di estrema emergenza dell’abitato. Le prime tre riunioni sono state concentrate principalmente su un ordine del giorno di otto punti, relativi principalmente alla tutela del territorio, alle progettazioni in corso e ai meccanismi risarcitori per i cittadini. Ed esattamente: inizio lavori di via Acqua Vecchia – progettazione di via Tintorello – iter progettuale del costone di via Spuntone – interventi conservativi e di ripristino dei fabbricati oggetto di danni e iter risarcitorio – occupazioni temporanee – danni al patrimonio pubblico e viario del Borgo – controlli e danni dei lavori di scavo nella parte alta del quartiere – attività di consolidamento su via Murat. Gli ultimi due verbali invece sono focalizzati principalmente sull’emergenza apertasi in seguito ai lavori del fronte di scavo della galleria sud, che hanno causato rilevanti spostamenti di due fabbricati di via Tintorello, nei quali abitano decine di famiglie. Le notizie in merito hanno spinto il Sindaco a richiedere un sopralluogo congiunto in galleria alla presenza del Commissario di Pubblica Sicurezza di Villa San Giovanni.  Sono state riunioni molto tese perchè di notevole importanza erano le questioni affrontate; abbiamo difeso con forza le nostre posizioni di fronte alla rigidità iniziale mostrata dai rappresentanti di Anas e C.G.

Nella riunione del 25 settembre, i rappresentanti del Comitato sostenuti dal Sindaco LaValle hanno richiesto ad Anas e C.G. di accelerare l’iter di esecuzione dei lavori di via Acqua Vecchia, al fine di realizzare il prima possibile quel by-pass della via Murat, fondamentale per garantire la sicurezza del sistema viario in vista del sottoattraversamento della provinciale. Anas e C.G. hanno invece aggiornato sull’iter progettuale della messa in sicurezza di via Tintorello, sostenendo come prioritaria la posa di “terre armate” in fronte alla via provinciale Murat, con relativa semaforizzazione e interdizione al traffico. La risposta dei nostri rappresentanti è stata molto ferma nel sostenere l’impraticabilità di questa ipotesi senza prima avere aperto il bypass di via Acqua Vecchia: la semaforizzazione avrebbe stressato infatti un sistema viario del quartiere già aggravato dal dissesto dei lavori e dalle chiusure autostradali di fine settembre. E, cosa ancora più importante, avrebbe rallentato l’inizio dei lavori su via Acqua Vecchia, con conseguenti disagi a livello di sicurezza nel Borgo. Il Comitato ha richiesto inoltre l’inizio dei lavori non più tardi del primo ottobre. Di fronte alla nostra presa di posizione, le parti si sono aggiornate.

Verbale Riunione Tavolo Tecnico 25 settembre 2012

Nella riunione del 2 ottobre, il primo punto trattato riguardava proprio il contrasto emerso circa l’interpretazione dell’inizio dei lavori su via Tintorello di semaforizzazione. Il Comitato ha richiesto un cronoprogramma di dettaglio circa i lavori di via Acqua Vecchia e ha richiesto di essere informato circa l’inserimento dell’opera in perizia di spesa. Il Contraente Generale ha informato il tavolo tecnico del fatto che in data 1 ottobre fossero già iniziati i lavori di B.O.B.(Bonifica Ordigni Bellici), nonchè del dettaglio progettuale e dei sottoservizi (Enel e Telecom); a detta del C.G. il grado di complessità raggiunto dall’opera in fase di progettazione con l’adeguamento della strada a rango F, aveva richiesto infatti il rispetto di passaggi preliminari, che rallentavano il proseguio dei lavori di allargamento della via Acqua Vecchia. Il Comitato ha richiesto che comunque i lavori proseguissero a tappe forzate, per realizzare al più presto quel bypass necessario per la sicurezza del Borgo; e soprattutto che l’allargamento di via Acqua Vecchia precedesse ogni intervento su via Tintorello.

Dopo aver reso ancora più esplicita la posizione su via Acqua Vecchia, il Comitato ha richiesto lumi circa le fasi delle progettazioni del costone, della pista di cantiere e di via Tintorello; ha richiesto che fossero analizzati i danni causati dai lavori di scavo nel centro del Borgo; ha richiesto e ottenuto informazioni circa l’iter per i risarcimenti dei danni nei fabbricati già sottoattraversati e già stabilizzati. Infine ha chiesto lumi circa la possibilità di effettuare sopralluoghi nella parte alta del quartiere, alla luce dell’avanzamento dei lavori.

Verbale Riunione Tavolo Tecnico 02 ottobre 2012

La riunione del 16 ottobre è stata una delle più importanti di questi anni, alla presenza di tutti i componenti del Comitato e  di tutte le parti coinvolte nei lavori di scavo. La riunione è cominciata con una presentazione dei lavori effettuati nelle due settimane precedenti in via Acqua Vecchia, in particolare con l’esecuzione del B.O.B., con l’analisi dei sottoservizi e con la programmazione del collaudo da parte del Genio Militare. Il Comitato, coi suoi rappresentanti, ha richiesto invece maggiori dettagli circa la tempistica dei lavori. Successivamente, l’Ing. Muscatello, Responsabile Unico del procedimento, ha evidenziato come la via Acqua Vecchia fosse stata inserita in perizia di variante e – cosa più importante – ha annunciato come i lavori di messa in sicurezza del costone di via Spuntone e di via Tintorello avessero avuto una ufficiale approvazione preliminare e come fosse intenzione di Anas  inserirli nella successiva perizia di variante. Successivamente Anas e C.G. richiedevano nuovamente il bene placet ad iniziare i lavori di terre armate su via Tintorello; a questa richiesta il Comitato rispondeva con fermezza, ricordando l’impegno assunto nei verbali precedenti a non cominciare gli interventi su via Tintorello e la semaforizzazione di via Murat se prima non fosse stata aperta via Acqua Vecchia, definendo la proposta di Anas e C.G. “ipotesi impraticabile per gli abitanti del Borgo” senza una preliminare apertura del bypass. Un secondo momento di confronto è avvenuto sulla tematica dei risarcimenti alle abitazioni già verificate e stabilizzate; il C.G. richiedeva la possibilità di procedere ad un unica campagna di risarcimento dopo la fine di tutti i lavori di scavo. A questa proposta offensiva per i cittadini, il Comitato ha risposto in tutte le sue componenti molto duramente, sostenendo che invece, al fine di non abusare più della pazienza dei cittadini stanchi di sei anni di continui lavori, sarebbe stato più giusto dividere le fasi risarcitorie e cominciare a procedere ai risarcimenti di quelle abitazioni già stabilizzate e verificate. Non solo per un ristoro del danno, ma soprattutto per garantire un pronto ritorno nelle proprie abitazioni a coloro i quali vivono fuori dalle proprie case.

Verbale Riunione Tavolo Tecnico 16 ottobre 2012

La riunione del 30 ottobre è stata di grande importanza sia in termini di opere di messa in sicurezza del territorio sia in termini di garanzia alla cittadinanza. In primo luogo, Anas e C.G. hanno accettato tutte le nostre richieste sostenute fermamente nelle riunioni precedenti, certificando l’inizio dei lavori su via Acqua Vecchia e accogliendo la nostra richiesta di dividere in varie fasi le analisi risarcitorie sugli immobili danneggiati e già stabilizzati, “analizzando prima i fabbricati che si trovano nella parte bassa del Borgo di Piale”. Il Comitato ha chiesto che la fase risarcitoria potesse cominciare nel più breve tempo possibile, ritenendo conclusa a quel punto la sua opera di trasparenza avendo creato le condizioni perchè tutti i proprietari potessero decidere in piena autonomia le determinazioni sulle proprie proprietà. Nel proseguio della riunione, come già anticipato nei giorni precedenti per le vie informali, il Comitato ha evidenziato tutte le preoccupazioni per la situazione di grave incertezza causata dai danni provocati dai lavori di scavo a due fabbricati sulla parte alta del quartiere in occasione dei lavori di scavo della galleria sud. Il C.G. ha confermato che in particolare un fabbricato avesse avuto movimenti nell’ordine di circa 4 centimetri. Preoccupati dalle notizie sopraggiunte e dalla gravità della situazione, Comitato e Sindaco hanno richiesto un sopralluogo congiunto in galleria per il giorno successivo.

Verbale Riunione Tavolo Tecnico 30 ottobre 2012

Il successivo 31 ottobre è stato effettuato un sopralluogo congiunto in galleria, presenti tutte le parti interessate; il Comitato ed il Sindaco erano accompagnati dal Commissario di Pubblica Sicurezza, un altro elemento di forte garanzia per la cittadinanza, dopo la presenza dei rappresentanti della prefettura al tavolo tecnico. Invitiamo a leggere il verbale qui di seguito riportato, corredato da numerose foto del sopralluogo citato.

Verbale Accesso in Galleria del 31 ottobre 2012

AVANZAMENTO LAVORI. Da pochi giorni è stato finalmente rotto il diaframma della canna nord della galleria Piale ed è stata quindi aperta la galleria, in attesa dei necessari rivestimenti. Rispetto alla tempistica inizialmente comunicataci ad agosto (novembre 2012), il ritardo è stato di una decina di giorni. E’ sicuramente positivo che non ci siano stati problemi soprattutto per quanti lavoro in galleria, alla luce delle tragiche notizie che invece abbiamo sentito per altri tratti della Sa-Rc. Al tempo stesso continuano a tappe forzate i lavori su via Acqua Vecchia, ormai perfettamente distinguibile; terminata la sistemazione dei sottoservizi, i lavori di realizzazione del tracciato e dei muri di contenimento laterali procede spedito. La via Acqua Vecchia è una delle tre opere che abbiamo richiesto per la messa in sicurezza del Borgo; è fondamentale per Piale, in funzione di sicurezza come bypass della provinciale via Murat: come si vede dai verbali, il Comitato ha lottato duramente perchè iniziassero il prima possibile i lavori. Presto infatti le operazioni di scavo si concentreranno sulla strada provinciale Murat, che è la principale arteria del quartiere e non solo, visto che collega i comuni montani con Villa San Giovanni. Solo dopo l’apertura della via Acqua Vecchia infatti hanno avuto inizio i lavori di realizzazione delle “terre armate” su via Tintorello e via Murat, che servono a proteggere i luoghi dal dissesto che procura il passaggio della galleria, ormai in prossimità della stessa via Murat. Le terre armate sono realizzate, la semaforizzazione è durata venti giorni circa, nel corso dei quali il Borgo ha subito ancora una volta notevoli disagi. Che possiamo anche sopportare se servono a riportare Piale alla normalità. Solo dopo il passaggio della galleria, quello che è un intervento provvisorio verrà dotato delle aggiunte necessarie per renderlo definitivo in un’ottica di piena sicurezza. Le fasi progettuali delle altre due opere di messa in sicurezza che abbiamo richiesto – soprattutto il costone di via Spuntone e di via Tintorello – si avvia in questi giorni alla conclusione, grazie al pregevole lavoro del pool tecnico. Come secondo risultato ottenuto, cominceranno presto gli incontri coi proprietari per definire le direttrici risarcitorie dei fabbricati già stabilizzati e già oggetto di verifiche più approfondite. Le valutazioni effettuate sulla base delle analisi fatte dal pool e dalle parti sono una base di discussione importante; per noi del Comitato è motivo di grande orgoglio poter mettere i cittadini nelle condizioni di ottenere un giusto ristoro per i gravi danni subiti, all’insegna della libertà d’azione di cui dispone ogni proprietario. Infine, ma non per importanza, una particolare attenzione riserviamo in questo periodo alla particolare situazione dei fabbricati della parte alta del quartiere, per i quali le campagne di scavo realizzate a metà ottobre sulla canna sud hanno comportato degli spostamenti di rilievo, i quali pur restando in una soglia ragionevolmente prevista hanno però comportato danni enormi alle singole abitazioni e alle diverse proprietà, nonchè un generalizzato senso di allarme e precarietà nelle famiglie. In questa fase di attenzione, il Comitato ha spinto perchè fosse consolidato il terreno circostante e fosse avviata una differente campagna di scavo; è stato chiesto inoltre di attivare campagne di analisi e monitoraggio ancora più approfondite. Anche in questo caso, dobbiamo dire che anche grazie alle nostre richieste stanno visionando le vicende pialesi alcuni dei più grandi esperti italiani su queste tematiche, a tutela degli abitanti.

Il percorso di forte e qualificata proposta che abbiamo scelto, insieme ad un rapporto sinergico con l’Amministrazione Comunale villese della quale siamo cittadini e contribuenti, ci sembra sempre più un valore in sè in termini di trasparenza verso la cittadinanza, contribuendo a rendere più visibile il percorso. In questo senso, vedere quello che accade in altre zone d’Italia con problemi simili, nelle quali avanzano lavori di scavo autostradali, rafforza la convinzione del percorso intrapreso; i protocolli di Ripoli, attraverso cui si delineano le direttrici sul modus operandi in quei luoghi, sembrano avvicinarsi proprio alla nostra piccola ma significativa esperienza.

OBIETTIVO 2013. Fin dall’inizio ci siamo ispirati a principi di legalità  e trasparenza su tematiche enormi per un Borgo di duecento abitanti. Grazie al Comitato, i lavori di scavo sono ormai di pubblica evidenza, sono verificabili dall’opinione pubblica. Grazie alla forza delle nostre proposte e della condivisione della cittadinanza, abbiamo aperto un dialogo costruttivo con le varie amministrazioni comunali che si sono avvicendate alla guida della città di Villa San Giovanni nel corso di questi anni. Le nostre posizioni sono sempre state condivise con la cittadinanza pialese, con il massimo della trasparenza possibile; le nostre proposte sono state segnate dalla richiesta di percorsi di legalità per la cittadinanza pialese. E’ una grande conquista aver avuto risposte su queste importanti questioni: la presenza ai tavoli tecnici di rappresentanti della prefettura e la presenza nel corso dell’ultimo sopralluogo in galleria del Commissariato di Pubblica Sicurezza ci rasserenano da cittadini e componenti del Comitato perchè sono importanti elementi di tutela e garanzia per i cittadini di Piale in una fase così delicata come quella attuale dei lavori di scavo.

Ogni successo ottenuto dal Comitato in questi anni, ogni iniziativa ha questo preliminare obiettivo: riportare Piale alla normalità nel più breve tempo possibile. Come abbiamo avuto modo di sottolineare ai responsabili dell’opera negli ultimi tavoli tecnici, per noi la galleria non sarà finita con la fine dei lavori di scavo. Per il Comitato la galleria sarà veramente finita non solamente quando saranno finiti i lavori. Ma soprattutto quando tutte le persone torneranno nelle loro case; chiunque abbia subito un danno anche minimo potrà avere un risarcimento che riterrà giusto per tutto quanto ha dovuto subire la sua famiglia; l’intero quartiere sarà dotato di opere di messa in sicurezza e mitigazione del danno che garantiscano l’incolumità dei cittadini nel lungo periodo; ogni singolo danno causato al patrimonio pubblico del Borgo di Piale sarà risistemato e reso fruibile all’intera comunità. La fine dello scavo è solo un minimo punto dei nostri obiettivi di tutela di Piale; altri sono i successi per cui lottiamo ogni giorno con la passione dei componenti del Comitato e con la precisione del lavoro e delle competenze di cui disponiamo. Obiettivi enormi rispetto alla semplice rottura di un diaframma, per la quale comunque ci rallegriamo. Ma al di là degli obblighi di rappresentanza e della felicità per il buon esito dei lavori di scavo per le persone che in galleria ci lavorano, siamo consapevoli che ancora lungo è il cammino verso gli obiettivi di tutela di Piale e dei suoi abitanti. In un momento in cui molte famiglie sono costrette a passare il Natale lontano da casa, molte altre risentono del disagio molesto dei lavori di scavo, molte ancora invece vivono sensazioni di fragilità estrema in seguito ai danni provocati dall’ultima campagna di scavo nella canna sud, non ci sembra ci sia molto da festeggiare, ma ci viene più naturale continuare nel nostro lavoro di normalizzazione del Borgo, perchè è ancora il momento del lavoro e della sobrietà. Speriamo di poter presto gioire per Piale; il Comitato lavora costantemente per quel giorno.

Il Comitato

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Un pensiero su “Ricostruire il Borgo

  1. Solo un piccolo commento, stimolato dalla “chiusa” della nota informativa.
    Il mio pensiero và a Leonida Repaci nell’analogia a quanto scrisse in:
    “Quando fu il giorno della Calabria”.
    “….questi mali sono scatenati e debbono seguire la loro parabola. MA essi non impediranno alla Calabria di essere come io l’ho voluta.La sua felicità sarà raggiunta con più sudore, ecco tutto”.
    “Utta a fa juornu c’anotti è fatta” (una notte che già contiene l’albore del giorno).
    La speranza è già giorno, anche se l’alba non è ancora giunta.
    A.S.Ciccone

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